Assohotel Firenze: basta turismo fuori controllo, il manifesto anti maleducati in 5 punti

Guide turistiche abusive, accompagnatori di ogni tipo che si offrono di scorrazzare i visitatori da una parte all'altra della città, strutture ricettive improvvisate. L'allarme arriva da Confesercenti Firenze che ieri ha consegnato nelle mani degli assessori Bettarini, Bettini, Del Rè, Gianassi e Giorgetti il Manifesto per un turismo sostenibile.
 
Un documento articolato che si può sintetizzare in cinque proposte «per salvare l'identità della città». Un lungo lavoro che parte da un'analisi oggettiva della realtà fiorentina. Secondo un'indagine del Centro studi turistici, sono due i campanelli di allarme: si riduce la permanenza nelle strutture alberghiere e parallelamente aumenta il numero della strutture ricettive non ufficiali.
 
Sono 5,5 milioni i turisti mordi e fuggi, quelli che visitano la città senza pernottare e sono 5,8 milioni le prenotazioni di posti letto sconosciute sulle carte ufficiali. «L' avvento degli Airbnb - spiega Cristina Pagani, presidente Assohotel Firenze - ha trasformato queste strutture in una tipologia ricettiva a oggi non professionale. Firenze è la seconda città in Europa per concentrazione di locazioni turistiche dopo Parigi ma è l'unica a non aver attuato una strategia utile a limitare questo processo.
 
Nel complesso questa evoluzione ha modificato il sistema e spinto all'espulsione dei residenti dal centro cittadino: il 22% degli immobili in città sono destinate ai turisti a scapito ella residenza e delle imprese.  Per questo Confesercenti chiede di fermare questo trend e governarlo.
 
Il primo punto riguarda la lotta all'abusivismo e la sicurezza: per l'associazione serve un efficace sistema di controlli affinchè tutti i soggetti che operano sullo stesso mercato siano tenuti al rispetto delle stesse regole e un decalogo del turista che sia indicazioni su come vivere e utilizzare la città. «In questo bisogna coinvolgere i tour operator, le guide, le strutture, gli info point. E' chiaro che il passo successivo è un'attività di controllo con l'utilizzo di sanzioni dove necessario». Altro tema caldo è l'imposta di soggiorno che «deve recuperare la sua originale funzione, passando da una tassa sul turismo a una tassa per il turismo».
 
Bisogna lavorare anche per destagionalizzare i flussi: l'obiettivo è rendere il territorio interessante e quindi frequentato per l'intero arco dell'anno, incentivando il turismo nei periodi di bassa stagione con offerte e promozioni di cui non possono farsi carico solo le  imprese ma devono coinvolgere anche le istituzioni».
 
stralcio da La Nazione