Assohotel Firenze: per la prima volta Pasqua con il segno meno

Si calcola che circa 10 milioni di Italiani si sposteranno per il primo week end lungo dell’anno: il 90% opterà per una meta turistica di carattere nazionale, con Firenze tra le principali mete prescelte, insieme ad altre città d’arte come Roma e Venezia. Per il nostro territorio, però, dopo un primo trimestre del 2018 in sensibile calo, come ribadisce Cristina Pagani, presidente Assohotel Confesercenti Firenze “si prevede una situazione quasi di stallo, con una riduzione di oltre l’1,5% delle presenze rispetto allo scorso anno, secondo i dati in nostro possesso. L’aumento (2%) dei flussi turistici dalla Germania, Spagna e Francia, non basta infatti a compensare la flessione di altri paesi di area UE e non solo. Sarà quindi per la prima volta una Pasqua con il segno meno, a lasciare intravedere forse chissà, i primi segnali di una inversione di tendenza rispetto ai dati boom 2017”.

 

“Registriamo anche una sempre maggiore difficoltà per le nostre imprese che devono competere con strutture ricettive irregolari e con l’enorme, pressoché incontrollato sviluppo della ricettività privata del mondo Airbnb”, aggiunge.

 

“Ciò grazie anche a norme che, nel complesso, incentivano il proliferare di tale offerta, la quale, potendo godere anche di un basso livello di pressione fiscale, finisce col produrre un appiattimento dei prezzi al ribasso. L’azione combinata di questi due fattori mette a repentaglio la redditività delle strutture ricettive regolari, fino ad adesso colonna portante del sistema economico turistico della nostra città, non solo per i livelli occupazionali che mette in campo, ma anche per la previsione 2018 di 38/40 milioni di introiti provenienti dalla tassa di soggiorno. Anche su questo aspetto occorre fare una riflessione ad hoc. Da anni le principali categorie economiche chiedono, a gran voce, la costituzione di una cabina di regia permanente attraverso la quale si definiscano, insieme all’amministrazione comunale, le necessità di spesa e investimento per un settore così determinante per il sistema economico della nostra città, che spazia dalla moda alla cultura, dall’enogastronomia al congressuale, dal sistema museale all’artigianato locale”.

 

“Riteniamo che il settore turistico debba essere trattato come industria di settore, anche se frammentata e complessa, e che, come in tutti i processi industriali necessiti di un business plan, di investimenti e risorse certe, nonché di una visione degli obbiettivi condivisa con tutti i segmenti imprenditoriali che vanno a generare l’offerta, fornendo così un prodotto coerente, rispettoso degli equilibri, sostenibile e competitivo a livello internazionale.

 

Il confronto aperto in questi mesi e la maggiore consapevolezza del ruolo che il turismo rappresenta per l’economica del nostro territorio, possono essere fattori per un cambio di marcia in positivo”.

 

stralcio da www.piananotizie.it