Assohotel Mantova: sempre più turisti stranieri. Gli arrivi restano stabili

Boom di case-vacanze ma solo uno su dieci le sceglie In diminuzione le presenze dei visitatori italiani

Lieve crescita di presenze e arrivi, più turisti stranieri e aumento dell'offerta ricettiva legata a bed and breakfast e case per vacanze. I dati resi noti dall'Osservatorio provinciale del turismo forniscono un quadro chiaro relativo ai flussi turistici nel Comune di Mantova per l'anno 2018. Di fatto stabili, rispetto al 2017, gli arrivi, cresciuti dello 0,02%, mentre le presenze, che considerano il numero delle notti trascorse dai turisti nelle strutture ricettive, hanno fatto segnare un +1,38%.

 

Gli arrivi totali sono 126.414, le presenze 219.261. Il dato positivo è che si tratta di numeri ben superiori a quelli fatti registrare nel 2016, anno in cui Mantova era Capitale italiana della Cultura. Questo a testimonianza della forte crescita registrata nel 2017. A far segnare segno più sono i turisti stranieri, che fanno registrare un + 8,2% di arrivi e +13,35% di presenze. In crescita anche la loro permanenza media in città.

 

Gli stranieri arrivano a sfiorare il 30% della quota totale di turisti che scelgono le strutture ricettive del comune di Mantova. Pur perdendo qualche punto percentuale, la Germania rimane il primo mercato, seguita da altre nazioni europee come Francia, Svizzera e Austria. Primo Paese extra eu ropeo sono gli Stati Uniti, seguiti da Cina e Brasile. Aumentano gli stranieri, ma calano gli italiani, che fanno registrare un -3,08% di arrivi e -3,47% di presenze.

 

Cala anche la permanenza media. Un quarto dei turisti italiani è lombardo, mentre al secondo posto si piazza un po' a sorpresa il Lazio. Terzo gradino del podio per il Piemonte. Poi le regioni confinanti, Veneto ed Emilia Romagna. I mesi dove si registrano i flussi migliori sono, come da tradizione, quelli primaverili, contraddistinti da gite scolastiche e ponti. Aprile svetta, seguito da maggio. Terzo posto per settembre, mese di Festivaletteratura.

 

Rispetto al passato, si nota un aumento tendenziale nei mesi estivi e una leggera ripresa a novembre e dicembre. C'è, poi, il dato legato alle strutture ricettive. La maggior parte dei turisti continua a scegliere, nel 68,1% dei casi, gli alberghi. Le strutture complementari (campeggi, agriturismi, ostelli) toccano quota 23,8%, mentre gli alloggi privati non imprenditoriali (bed and breakfast e case vacanze) si fermano all'8,l%. Negli alberghi la permanenza media è 1,68 giorni/vacanza per gli italiani e 1,93 per gli stranieri, 1,60 per gli italiani e 1,66 per gli stranieri nelle strutture complementari e 1,75 per gli ita liani e 2,19 per gli stranieri negli alloggi privati non imprenditoriali. Gli alberghi nel territorio comunali sono 16, stabili da anni, ma la loro percentuale sul totale delle strutture ricettive è in continuo calo a causa del vertiginoso aumento degli alloggi privati non imprenditoriali, arrivati quasi al 60% dell'offerta totale.

 

Un dato che mette in guardia Confesercenti. «Fa piacere constatare che i numeri dei turisti in città non siano in calo, ma dobbiamo rilevare che ciò non significa che il settore alberghiero mantovano goda di buona salute - commenta il referente per Mantova di Assohotel-Confesercenti, Roberto Tebaldini - II dato che più balza all'occhio è l'esplosione del fenomeno della ricettività non imprenditoriale. Affitti di alloggi Airbnb e simili, che in soli tré anni in città sono raddoppiati e sui quali pesa il ragionevole sospetto che si nasconda un ampio fenomeno di sommerso».

 

Aggiunge il presidente di Confesercenti Mantova, Gianni Rebecchi: «Continuiamo a ritenere fondamentale la creazione di un'agenzia di promozione del territorio a partecipazione pubblico-privata e un assessorato al turismo in città».

 

stralcio da Gazzetta di Mantova