Assohotel Nuoro e Ogliastra: tassa di soggiorno, un coro di no

Nell'Ogliastra a vocazione turistica, in assenza di una normativa nazionale, ognuno si muove come meglio crede e ogni paese impone tariffe, periodi e campi di applicazione differenti (dall'intero anno sino a pochi mesi), esenzioni (minori, accompagnatori, anziani).

 

La tassa di soggiorno, introdotta per la prima volta sul territorio dal comune di Lotzorai, è croce e delizia di amministrazioni e sistema turistico. Dal modello "free tax", cui si ispira l'esecutivo gran parte della maggioranza uscente di Tortolì, alle ipotesi future di Bari Sardo. A Baunei le imposte turistiche sono subordinate alla tutela del patrimonio ambientale.

 

Parere contrario

Carlo Amaduzzi, presidente di Assohotel Confesercenti Nuoro e Ogliastra, boccia senz'appello l'imposta a carico dei vacanzieri che soggiornano nelle strutture ricettive del territorio. «Come associazione siamo totalmente contrari per due motivi su tutti. Il primo è fiscale: siamo tassati del 58 per cento e non comprendiamo perché dovremmo pagare di più. Introducendo l'imposta - sostiene il proprietario dell'hotel Domus de janas di Bari Sardo entreremmo nel far west delle tasse di soggiorno. Caso mai si potrebbe aprire il confronto sulla tassa di sbarco uniforme con gli introiti che verrebbero suddivisi per numero di presenze».

 

L'imposta di soggiorno rappresenta, per molti enti locali, una delle poche opzioni sulle quali poter agire in completa autonomia. In Italia sono 900 i Comuni che la applicano.  «Come Comune spiega il vicesindaco e assessore al Turismo, Ivan Puddu - siamo del parere che tassa di soggiorno e parcheggi a pagamento nei centri urbani e sulla costa non siano da applicare. Diverso è il discorso costa e Supramonte. 

In particolari habitat e percorsi sarebbe impensabile organizzare, tutelare e controllare se non applicassimo un ticket per la fruizione e servizi annessi di alcuni percorsi. Non proprio una tassa generica, ma un ticket in cambio di importanti servizi per una specifica attività escursionistica».

 

Balzello futuro

A Bari Sardo non applicano la tassa di soggiorno, ma il sindaco Ivan Mameli non esclude la possibilità di adottarla in prossimo futuro. «Ma dev'essere un punto d'arrivo e non di partenza», dice il primo . Prima dobbiamo garantire uno standard minimo di servizi che in realtà noi già offriamo come salvamento a mare e le passerelle in spiaggia con annessa pulizia. I costi per fornire sempre più servizi non possono ricadere soltanto sulla comunità. Di certo, però , il turista non va visto come una gallina da spennare». 

 

stralcio da Unione Sarda