Assohotel Sardegna: receptionist, chef e camerieri trovarli è un`impresa

Cercasi disperatamente receptionist, camerieri, cuochi, addetti alle pulizie e manutentori. Sembra un paradosso, eppure è così. In Sardegna, terra fertile di disoccupazione e sedicente isola a vocazione turistica mancano queste figure professionali. Trovarle è una vera e propria impresa, soprattutto quando si cerca personale qualificato.

 

 La stagione corta

 

 Per Carlo Amaduzzi, presidente di Assohotel-Confesercenti Sardegna: «Manca il personale qualificato, in particolare cuochi. Uno dei problemi principali è data dalla stagione corta, rispetto ad altre realtà. Per questa ragione molti bravi chef preferiscono lavorare in continente o all'estero. Questo è un problema di difficile soluzione, ma bisogna puntare su un turismo diversificato, che vada oltre quello balneare. Ad esempio si dovrebbe investire su quello sentieristico. Un turismo sostenibile che, unito alla nostra tradizione agropastorale, potrebbe rappresentare una valida opportunità per destagionalizzarlo».

 

Pochi parlano l'inglese

 

Per recepionist e camerieri, invece, la nota dolente è la competenza linguistica: nove camerieri su dieci, non spiccicano una parola di inglese. A denunciarlo è Carlo Amaduzzi, presidente di Assohotel-Confesercenti: «Mi duole dirlo, ma è così. Naturalmente mi riferisco alla mia esperienza e al territorio nel quale opero da tantissimi anni, in Ogliastra. Certo, poi ci si arrangia. Siamo italiani, in qualche modo riusciamo a capire e farci capire. Ma siamo ad un livello molto basso. Se dovessi lanciare un appello ai giovani, gli consiglierei di essere più internazionali».

 

Impegno a tempo

 

Uno tra i problemi, inoltre, sembra essere l'orario di lavoro: «Ragazzi che vogliono imparare - spiega Amaduzzi - ogni tanto si trovano. Non tanti per la verità. Molti preferiscono stare a casa piuttosto che lavorare quattro ore, anche per colpa del reddito di cittadinanza. Molti, poi, non vogliono lavorare la sera». E se a scoraggiare i giovani fosse il lavoro nero, che spesso incontrano nel settore turistico? Il lavoro nero è una piaga che vogliamo combattere, perché danneggia i lavoratori e tutto il comparto». L'appello è soprattutto alla politica: «Deve creare le precondizioni ideali per accedere al settore, favorire e contribuire alla formazione continua». 

 

stralcio da Unione Sarda