Dal1 novembre entra in vigore in Lombardia il dgr 280 del 28 giugno 2018 che disciplina l’obbligo per gli annunci di affitti brevi di esporre un codice identificativo di riferimento, il cosiddetto CIR. Il codice CIR sarà obbligatorio e differente per ogni singola unità abitativa e nelle intenzioni del legislatore regionale permetterà l’emersione delle offerte di locazione irregolari.

 

Chi non pubblicherà il codice CIR all’interno degli annunci, sia su carta che su piattaforme digitali, potrà incorrere in una sanzione pecuniaria da 500 a 2500 euro per ogni attività pubblicizzata.

Al decreto regionale, proposto in aula a gennaio 2018 dal consigliere Fabio Rolfi e approvato in via definitiva a fine giugno, ha contribuito anche ATR, l’associazione degli albergatori milanesi di Confesercenti che è stata consultata insieme ad altre associazioni di settore in fase di stesura della proposta di legge e che per questo oggi plaude al risultato ottenuto.

 

“L’obbligatorietà del Cir negli annunci rappresenta la fine dell’abusivismo nel settore extra alberghiero – spiega il presidente di ATR Confesercenti Rocco Salamone – perché potrà garantire che l’appartamento è stato regolarmente segnalato al comune di competenza assolvendo gli obblighi di legge quali il rispetto delle dotazioni minime obbligatorie previste, una destinazione d’uso compatibile con l’attività svolta e la presenza di un’assicurazione per i rischi derivanti da responsabilità civile.

 

Per questo costituirà una garanzia per il turista e come ATR non possiamo che esprimere la nostra soddisfazione per una giunta regionale che ha fatto proprie le esigenze di chi offre ospitalità in maniera professionale e che a gran voce reclamava da anni una concorrenza leale, a tutela anche dell’immagine delle città”.

 

Il codice CIR verrà rilasciato da Regione Lombardia in seguito alla presentazione allo sportello Suap del Comune di riferimento della Scia, dichiarazione di inizio attività, obbligatoria per un appartamento dato in locazione temporanea. Una pratica burocratica che ha anche risvolti importanti in ambito di sicurezza: chi dichiara l’inizio di un’attività di ospitalità dovrà poi impegnarsi anche alla comunicazione dei dati dell’ospite in Questura e alla comunicazione dei dati statistici relativi agli ospiti (provenienza e durata del soggiorno) con cadenza mensile.

 

“Non siamo contrari alla ricettività alternativa – precisa Rocco Salamone – Anzi: mettiamo a disposizione di chi vuole mettersi in regola il nostro sportello informazioni, normalmente riservato agli associati. I proprietari possono scrivere all’indirizzo email segreteria@atrmilano.it per avere le informazioni utili per ottenere il codice CIR. Quello che vogliamo invece scongiurare è un proliferare incontrollato delle attività extra alberghiere ed evitare che Milano faccia la fine di

Venezia con un mercato della ricettività che sfugge alle regole, svuota di abitanti il centro città e gonfia i prezzi del mercato degli alloggi”.

 

stralcio da www.travelnostop.com