Claudio Albonetti eletto Presidente di Assohotel

settore dinamico ma rimangono criticità, serve una politica più attenta alle imprese

L’Assemblea elettiva di Assohotel, riunita oggi a Roma, ha eletto Claudio Albonetti nuovo Presidente Nazionale dell’associazione, che raccoglie gli imprenditori della ricettività alberghiera di Confesercenti. Albonetti, imprenditore di Senigallia e presenza storica di Assoturismo Confesercenti, succede nel suo incarico a Filippo Donati, alla guida di Assohotel dal 2010.

 

“Sul fronte dei flussi di visitatori, in questo ultimo anno il turismo italiano ha sicuramente raccolto segnali positivi. Ma è un dato che non deve far credere che il settore abbia risolto i problemi di sempre”, ha spiegato Albonetti nel suo intervento.

 

“Il Piano strategico sul turismo è stato innovativo nella sua visione di prospettiva, ma purtroppo ha fallito proprio l’obiettivo strategico, ovvero quello di irrobustire le fondamenta del nostro sistema turistico, riportando redditività alle imprese.

 

Una redditività fondamentale per lo sviluppo del settore ma che, nonostante l’aumento dei visitatori, rimane ancora al palo. È necessario dunque che la politica presti più attenzione al turismo ed in particolare alla rete di imprese che costituiscono il comparto, eliminando soprattutto i fattori limitanti per le attività di medie e piccole dimensioni, a partire da leva fiscale e credito. È necessario avere un Governo con cui confrontarsi su questi problemi, così come sarebbe opportuno ricostituire il Ministero per il turismo, importante riferimento per il settore”.

 

Una proposta, questa, che ha raccolto anche il favore del Senatore Gian Marco Centinaio (Lega) e dell’Onorevole Mattia Fantinati (M5S), che hanno preso parte alla tavola rotonda seguita all’Assemblea Elettiva - insieme a Francesco Palumbo Direttore Generale turismo del MiBACT -   e sull’argomento mostrano intesa. “Noi vogliamo fortemente la costituzione di un ministero del turismo – ha chiarito Centinaio – all’inizio magari anche senza portafoglio, ma che diventi vero luogo di incontro e confronto tra pubblico e privato”. Favorevole anche Fantinati, che ha sottolineato inoltre la necessità di una maggiore centralizzazione nella promozione sui mercati esteri del prodotto turistico Italia e dell’imposta di soggiorno, “che deve essere armonizzata nei vari territori e destinata allo sviluppo del settore”.

 

Qualche dato sul settore alberghiero italiano.

Una rete leggera, diffusa sul territorio e ad alto tasso di investimento nelle tecnologie innovative.

E’ questa la fotografia scattata al sistema alberghiero italiano da Cst e Confesercenti, in occasione dell’Assemblea Elettiva di Assohotel, l’associazione di categoria che riunisce le attività della ricettività aderenti alla Confederazione di imprese. L’immagine tracciata dai dati è quella di una rete da record: con 33.166 hotel e 2.248.225 posti letto, infatti, l’offerta alberghiera italiana è prima in Europa sia per numero di strutture alberghiere che per offerta di posti. Significativo che l’Italia si posiziona al quarto posto nel mondo dopo Usa, Cina e Giappone per numero di camere, davanti a Regno Unito, Germania e Spagna.

 

Le presenze turistiche. Il grosso degli arrivi annuali italiani, più del 77%, è diretto verso le strutture alberghiere: tra queste sono gli alberghi a 4 e 3 stelle a concentrare oltre l’85% degli arrivi. Opportuno segnalare la crescita degli arrivi nelle strutture ricettive a 5 e 4 stelle, che per gli stranieri negli ultimi quattro anni è del +21% mentre per gli italiani del +13%.  Calano invece in media del 15% gli arrivi nelle strutture alberghiere a 2 e 1 stella. Come detto sopra, l’utilizzo degli alberghi di qualità superiore soprattutto per la componente turistica straniera spinge a cambiamenti dal lato dell’offerta.

 

Le tendenze. Complessivamente, le attività alberghiere negli ultimi 4 anni si sono ridotte di circa 560 unità, una contrazione che ha riguardato soprattutto gli alberghi a 1 e 2 stelle con 1.175 alloggi in meno su tutto il territorio nazionale. A fronte di questo calo si ha però una crescita (rispettivamente del 17 e 7 per cento) degli alberghi di lusso a 5 stelle e degli alberghi a 4 stelle, strutture con una capacità di oltre 150 posti letti di media.

 

Si continua quindi ad evidenziare uno spostamento delle categorie da quelle più basse a quelle di maggiore “qualità”. Dal lato dell’offerta, quindi, si assiste a una sorta di saturazione e “maturità”: per la ricettività alberghiera il minimo storico degli esercizi è già stato toccato (dai 42mila negli anni Ottanta siamo passati ai 33mila di oggi), ed è in atto un processo di riqualificazione che ne spinge verso l’alto le categorie e in prospettiva anche la redditività, diversificando allo stesso tempo l’offerta della rete da quella delle attività ricettive extralberghiere.

 

Un turismo sempre più hi-tech. La riqualificazione in atto è visibile anche dall’alto tasso di investimenti in nuove tecnologie. Secondo un’indagine condotta da Cst per conto di Assohotel Confesercenti, oltre più di tre imprese su quattro hanno attivato nel 2017 investimenti per il miglioramento della qualità della struttura, ed il 42,1% ha puntato nello sviluppo di nuove tecnologie sia come servizio offerto al cliente sia per l’ottimizzazione della propria attività.

 

Gli investimenti in nuove tecnologie hanno puntato soprattutto alla rete WiFi e potenziamento della rete internet (prevalentemente fibra ottica o adsl veloce) e su interventi per l’efficientamento energetico della struttura, come impianti fotovoltaici e pannelli solari. Per quanto riguarda gli investimenti per il miglioramento della qualità, gli interventi più ricorrenti hanno riguardato l’arredamento delle camere e della struttura, il comfort delle camere (insonorizzazione e dotazioni delle camere, miglioramento dei servizi igienici), la manutenzione (interventi ordinari, tinteggiatura pareti, serramenti), la ristrutturazione (facciata, tetto, terrazze) e gli impianti (climatizzazione, riscaldamento, impianti idraulici ed elettrici).

 

 

 

 

Sintesi dell'intervento del presidente di Assoturismo Vittorio Messina all'assemblea Assohotel di Roma del 17 aprile 2018

 

 

Gli alberghi italiani devono dimostrarsi competitivi e di conseguenza contribuire a rendere competitivo anche il turismo italiano: una rete Wi-Fi gratuita e perfettamente funzionante diventa spesso il fattore chiave in un settore diventato anch'esso tecnologico sotto molti aspetti. Infatti, in un mondo digitalizzato anche l’albergo deve essere in grado di gestire in modo efficiente i flussi di contenuti e informazioni che costituiscono parte integrante della “vita digitale” dei clienti. 

 

Ma l'innovazione deve intendersi non solamente come automatizzazione e digitalizzazione del settore, ma piuttosto come diversa visione strategica e organizzativa. Gli obiettivi sono un'offerta turistica integrata, una maggiore competitività delle imprese nel mercato e la migliore soddisfazione delle richieste dei turisti. Si tratta dunque di un'innovazione a 360 gradi, che non potrà mancare di avere un forte impatto anche sul fronte occupazionale, con la creazione di nuove figure professionali specializzate e, conseguentemente, la necessità di formare nuove competenze.

 

In questo senso, la portata delle nuove tecnologie per lo sviluppo del turismo si misura senz'altro pure sul fronte della raccolta e dell'elaborazione dei dati, che consentono di conoscere meglio il profilo degli utenti e le loro scelte, e dunque di adeguare i servizi e orientare le politiche, di rafforzare la promozione del territorio e di mettere a sistema l'offerta turistica regionale, passando dal prodotto alla "filiera".

 

Sullo sfondo il profondo cambiamento della stessa fruizione turistica, che vede l'utente diventato via via sempre più esigente e consapevole e desideroso di essere pienamente protagonista. In tal senso innovare significa allora anche "aggiungere valore" e differenziare le proposte, in quanto la tecnologia influenza profondamente i comportamenti dei turisti e richiede un'evoluzione delle strutture ricettive e delle capacità dell'offerta.

 

Traino per l'economia del paese, il turismo è un comparto in grande evoluzione, chiamato oggi a confrontarsi con mutati bisogni delle imprese e una diversa domanda di fruizione da parte dei clienti. E' necessario cogliere le opportunità di un'innovazione necessaria e inevitabile, da gestire e governare con consapevolezza, anche per rendere migliore e più stabile l'occupazione del comparto.

 

I viaggiatori cercano su internet hotel, percorsi, strade, aerei. Cercano tariffe, comparano soggiorni, pesano soprattutto la reputazione online.  I turisti di oggi, quindi, sono sempre più digitali, attivi online prima, durante e dopo il viaggio: l’88% ricerca informazioni nella fase pre-viaggio, l’82% prenota o acquista qualcosa, l’86% utilizza applicazioni a supporto dell’esperienza, il 44% durante il viaggio acquista qualcosa, il 61% dopo il viaggio svolge attività digitale relativa all’esperienza. Si tratta di cambiamenti oggettivi che stanno influenzando profondamente i comportamenti dei turisti e richiedono un'evoluzione delle strutture e della capacità dell'offerta. 

Alle porte del 2020 l'intelligenza artificiale e il mobile diventano pertanto due veicoli fondamentali per ispirare il cliente e per facilitare i processi che lo porteranno alla prenotazione.

Per questo l'innovazione dovrà necessariamente essere il fondamento del turismo 4.0: marketing online, fidelizzazione del cliente, analisi dei comportamenti online, interfacce semplici ed user-friendly sono solo alcuni degli aspetti sui quali occorre lavorare quotidianamente per facilitare la vita di ogni viaggiatore e per fidelizzarlo.

 

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