Puglia: bene le località di mare, soffre l`entroterra

Numeri positivi solo per le due settimane di Ferragosto

«Secondo un recentissimo sondaggio Swg-Ciset la Puglia è la meta turistica preferita dagli italiani. Questo significa che l'appeal del nostro territorio almeno m casa non ha perso nulla in questi mesi.

 

Anzi, la Puglia è apprezzata proprio per la sicurezza che riesce a trasmettere in questa estate post Covid, è ritenuta più sicura come contagi rispetto alle mete transfrontalière mediterranee come ad esempio Croazia, Grecia o Turchia.

 

Questo significa che la Regione e le imprese turistiche hanno saputo rassicurare chi chiamava per prenotare una vacanza da noi».

 

Francesco De Carlo Assohotel Confesercenti cerca di tracciare un bilancio di massima della situazione turistica al termine di un luglio che ha visto sì salire i numeri di presenze, ma senza raggiungere risultati da poter rassicurare gli imprenditori.

 

«Il mare sta andando bene, è il punto di forza classico del nostro territorio. Nonostante non tutte le strutture abbiano riaperto, nonostante non siano a capienza piena, siamo quasi al 100% di copertura. I problemi sono nell'entroterra. Non tanto le mete classiche come Alberobello o Locorotondo, ma i comuni più piccoli stanno sicuramente soffrendo».

 

Dello stesso parere anche Francesco Caizzi, Federalberghi: «Se ad agosto miglioriamo i flussi di luglio possiamo dire che quest'estate si riuscirà a stare nei costi. I due mesi estivi centrali stanno facendo segnare medie di occupazione che oscillano dal 50 al 70%, il problema ora è capire settembre ed ottobre. Fino ad ora il sistema ha retto sul turismo italiano, ma si sente la mancanza degli stranieri. Si rischia che strutture che hanno aperto i primi di luglio chiudano i primi di settembre con problemi di conti per l'impresa e anche per il lavoratore: tempi di lavoro cosi brevi rischiano di non garantire l'indennità di disoccupazione ai dipendenti».

 

«Settembre è sempre stato il mese che faceva da staffetta tra il mare e un turismo più culturale che puntava all'enogastronomia e agli appuntamenti d'arte - sottolinea De Carlo -. Soprattutto gli stranieri, mentre gli italiani riprendevano le loro attività, ma quest'anno pesa ancora l'incertezza contagi. Molti stati europei sono alle prese con forti recrudescenze nei contagi e questo naturalmente frena le prenotazioni».

 

«Quest'anno stiamo navigando a vista, si vive alla giornata-mette m evidenza Caizzi-. Cerchiamo di stare a galla. Questa estate è retta da tutti quegli imprenditori che con coraggio hanno aperto, assumendosi anche la responsabilità penale di dover gestire un ospite che si scopre positivo. Ma i tanti che parlano sanno cosa significa essere svegliati in piena notte per avvisare che si sospetta che un turista possa avere il Covid? Si riesce ad immaginare cosa significhino i giorni che passano in attesa dei risultati del tampone? Sono cose successe. Eppure in tanti hanno vinto la paura e deciso di ripartire.

 

Se la Puglia può continuarea fregiarsi del titolo di regione più scelta dai turisti è merito di questi imprenditori, di tutti, da chi ha un piccolo bed&breakfàst, al grande hotel o stabilimento balneare. Questa estate è veramente un miracolo costruito da chi non si è sottratto alle sue responsabilità. Aver occupato solo il 50-60% dei posti disponibili, come media tra luglio ed agosto, permette giusto a stare sulle spese, di più non credo si potesse fare».

 

Stralcio da GazzettadiBari