Scoppia la guerra ai B&B fantasma «Con un clic ci portano via il lavoro»

Confesercenti attacca. Ma gli albergatori dilettanti non sono fuorilegge

NELLA vostra prossima vacanza, potreste trovarvi a dormire a casa di Laura, oppure ricevere le chiavi dell' appartamento di Marco.


Anche in Emilia Romagna, è boom della cosiddetta 'ricettività non ufficiale': al di là dei bed and breakfast già conosciuti, sempre più persone offrono in affitto stanze o interi alloggi, proponendoli soprattutto via internet. Nulla di fuorilegge, ovviamente, la chiamano 'sharing economy', l' economia della condivisione, la stessa entro cui si muovono i taxi 'alternativi' di Uber.

 

«Ma di fatto sta diventando un' economia parallela e una forma di concorrenza sleale verso strutture ufficiali come gli hotel», attacca Stefano Bollettinari, direttore regionale di Confesercenti, che ha affidato una ricerca al Centro Studi Turistici di Firenze.


TRA FEBBRAIO e marzo sono state monitorate tre piattaforme online rivolte agli affitti, come HomeAway, Wimdu e CasaVacanze.it, e due siti, Booking e Tripadvisor. I dati sono eclatanti. Su HomeAway compaiono ben 2162 offerte di alloggi in Emilia Romagna, per 11.435 posti letto, mentre sono 8248 i posti letto in regione disponibili su Wimdu, e 7271 su CaseVacanza.it: il prezzo medio di una notte varia fra i 75 e i 118 euro. Comacchio (con i lidi ferraresi) e Rimini sono i Comuni più presenti. Un focus speciale è stato dedicato ad AirBnb, colosso internazionale degli affitti di case 'condivise': solo per la città di Bologna, i ricercatori hanno contato 611 annunci, e l' 80% non era riconducibile a strutture presenti in elenchi ufficiali: 1340 posti letto che si stima generino in un anno 250mila pernottamenti con un evidente giro d' affari.


MA QUANTI rispettano completamente le regole - chiede l' associazione - e quanti sfuggono? Pagano tutti le tasse? Riscuotono la tassa di soggiorno? Registrano regolarmente i loro ospiti?

«Anche queste strutture ricettive sono importanti per fare e migliorare una destinazione turistica. Bologna è molto cresciuta in questo senso negli ultimi anni - sottolinea Paolo Mazza, presidente di Assohotel Bologna -. Siamo contrari però a chi non si adegua alle regole commerciali e agli obblighi di natura fiscale, di servizi e di sicurezza».

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stralcio da Il Resto del Carlino